In partenza il corso per lettori ad alta voce a Vicenza!

Il lettore Presente ritorna a Vicenza!

Cinque lezioni teorico pratiche, si inizia giovedì 1 ottobre alle 18.30 presso il centro culturale Porto Burci di Vicenza, si affronta in gruppo un itinerario ricco di sfide, divertimenti e sorprese che ci vedranno approfondire aspetti tecnici, ludici, attitudini, talenti, a partire dallo strumento più affascinante di cui siamo dotati, unico e irripetibile che ci rappresenta: la voce.

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Con maggiore consapevolezza dei propri mezzi –  compresa appunto la voce e la forza identitaria con la quale imprime a ogni testo la propria unicità – affronteremo diverse tipologie di testi narrativi, ogni volta soffermandoci sulle specificità del caso. Esempi letterari presentati a lezione, con passaggi significativi e punti di svolta da affrontare come esercizio, nell’ottica di acquisizione degli strumenti necessari per diventare efficaci e professionali nella pratica.

Perché leggere è sì un divertimento piacevole, ma anche un impegno responsabile verso chi ci ascolta.

Leggere ad alta voce, oltre che un atto magico è anche un atto d’amore e di sano altruismo: si legge per qualcuno, per condividere una storia che non potremmo sapere rinchiusa tra le pagine di un libro, per emozionare.

Cambieranno i testi e anche i destinatari immaginari delle storie, ipotizzeremo un pubblico di differenti età ed esigenze, spazi di diversa tipologia entro i quali orientare la nostra lettura; comprenderemo meglio la tecnica e i suoi utilizzi pratici, passando ovviamente attraverso la respirazione, il volume, la velocità, il ritmo, lo stile, la pronuncia, la dizione, la cadenza e… molto altro ancora! 🙂

Ecco che la lettura diventerà, un incontro dopo l’altro, riscoperta – oltre che personale – anche dei testi: impareremo insieme ad apprezzare meglio le sfumature di un brano attraverso l’analisi per la lettura, abbatteremo il muro apparentemente invalicabile del “come trasmetterle”: talvolta capiamo molto bene cosa l’autore voglia comunicarci, ma la trasmissione diventa difficile perché dobbiamo imparare a immedesimarci concretamente nella situazione.

Affronteremo l’argomento della “presenza del lettore” dimostrando come le neuroscienze stiano divulgando informazioni molto importanti sugli effetti e i benefici della lettura per l’essere umano. Tratteremo il tema dell’immaginazione: divenire portatori di spontaneità sarà la nostra arma vincente!

Parola d’ordine: verità.

Cercheremo di dare libero sfogo alla spontaneità del lettore, faremo parlare il cuore, non vestiremo i panni di nessun declamatore, non avremo bisogno di dimostrare bensì di umanizzare la lettura di ciascuno, per non diventare vittime di tecnicismi artificiosi, completamente scarichi di sentimenti.

Ti aspetto alla presentazione del laboratorio, sabato 19 settembre alle 18.30 presso Porto Burci, un’occasione per conoscerci di persona e approfondire le specificità di questa esperienza formativa. Al termine dell’incontro sarà possibile effettuare l’iscrizione.

(N.B. i posti sono limitati per garantire la tutela e la sicurezza dei partecipanti, in relazione alla messa in atto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19).

Info e iscrizioni: rampazzocultura@gmail.com

 

 

Un linguaggio inclusivo ricco di significati, passando per il significante: è la lingua Piripù.

Ad Emanuela Bussolati, architetto, illustratrice e progettista di libri per bambini, conoscitrice esperta della letteratura per giovanissimi lettori (ha ricoperto vari ruoli, da responsabile a direttrice editoriale di collane), viene riconosciuto il merito di aver inventato una lingua che mettere in comunicazione piccoli e grandi lettori, al di là di qualsiasi limite o barriera, fisica o mentale che sia. Gli ingredienti per questa ricetta favolosa sono creatività, un pizzico di follia, e tanta voglia di divertimento. Basta prendere in mano il libro “Tararì tararera” (Carthusia edizioni), premio Andersen 2010 (miglior libro 0-6 anni), per accorgersi di avere tra le mani qualcosa di davvero innovativo e altrettanto prezioso. I termini risultano addirittura riduttivi rispetto alle potenzialità del progetto, infatti ciò che l’autrice ha messo a disposizione dei lettori è pura genialità dove, a farla da padroni tra pagine e illustrazioni, sono ritmo, volume, tono, cadenza, accenti, onomatopee e non, come invece ci aspetteremmo, trame, storie, contenuti. Ma com’è possibile?

Utilizzando le illustrazioni come guida e facendoci coinvolgere dalle immagini che raffigurano il simpatico protagonista – il piccolo Piripù Bibi – intento ad affrontare insidie e prove lungo il complicato e affascinante itinerario della sua crescita, proviamo ad intenderci tramite gesti, suoni ed espressioni complici, in grado di far comprendere il significato di ciò che vogliamo esprimere… e il gioco è fatto!

Libero spazio quindi al significante che, in queste storie, assume un valore preponderante a tal punto da “oscurare” (soltanto per un attimo) il significato e aprendo uno scenario tutto nuovo su una lingua creativa, da costruire insieme, tra lettore ad alta voce e ascoltatore. Sonorità, pronuncia, sillabazione, l’intensità del gesto, l’espressività del volto e del corpo orchestrano magicamente le parole. Il significato viene fuori da sé, a piccoli passi fuoriesce dal mistero, è qualcosa di spontaneo e genuino, comprensibile a tutti, la risultante di un’intesa gestuale e informale tra veri “intenditori” di storie.

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Ecco l’originalità di un prodotto vivo per chi ci legge e ascolta. Mai come in questo caso il lettore diventa davvero l’artefice del destino della lettura, sarà lui a decretarne il successo o il fallimento (difficile se non impossibile questa seconda possibilità), sempre con la complicità dell’ascoltatore, ovviamente.

Ho avuto il piacere di sperimentare questa lettura in modo puramente casuale, in una delle diverse letture da volontario che ho prestato qualche anno fa. Ricordo che Tararì Tararera fu l’unica possibilità concessa per stupire i miei due piccoli ascoltatori e farmi capire. Per quale motivo? Non conoscevano la lingua italiana, perciò l’unico modo per intendersi fu… la lingua Piripù! Leggevo e mi stupivo delle loro reazioni, riuscivamo ad intenderci, e per me tutto questo era incredibile: stavamo condividendo una lingua nuova che non aveva nazionalità e abbracciava tutti i significati, includeva il mondo delle molteplici e fantasiose, arricchenti, diversità di ciascuno di noi. Ed era pura magia.

Il Lettore Presente: il laboratorio di lettura ad alta voce ritorna a Vicenza!

Dopo numerose tappe del laboratorio in provincia, e molti lettori che hanno frequentato il corso e poi portato, nella loro quotidianità e professione, la pratica del leggere ad alta voce, presenterò il laboratorio formativo sabato 5 ottobre alle 16.30 presso La Locomotiva, Centro Civico Zona 7, via Rismondo, 2.

Sarà un’occasione per conoscerci di persona e per illustrarvi i diversi contenuti del laboratorio, nonché la metodologia attraverso la quale, da diverso tempo, conduco questo tipo di proposta.

Sei le lezioni in totale, circa dieci le ore di formazione; si inizia martedì 8 ottobre (20.30-22.00) e si conclude il 19 novembre, affrontando un itinerario intenso, divertente e ricco di sorprese che ci vedrà approfondire aspetti tecnici, ludici, attitudini, talenti, a partire dallo strumento più affascinante di cui siamo dotati, unico e irripetibile che ci rappresenta: la voce.

Con maggiore consapevolezza dei propri mezzi, compresa appunto la voce e la forza identitaria con la quale imprime a ogni testo la propria unicità, affronteremo diverse tipologie di testi narrativi, ogni volta soffermandoci sulle specificità del caso. Esempi letterari presentati a lezione, con passaggi significativi e punti di svolta da affrontare come esercizio, nell’ottica di acquisizione degli strumenti necessari per diventare efficaci e professionali nella pratica.

Perché leggere è sì un divertimento piacevole, ma anche un impegno responsabile verso chi ci ascolta.

Leggere ad alta voce, oltre che un atto magico è anche un atto d’amore e sano altruismo: si legge per qualcuno, per condividere una storia che non potremmo sapere rinchiusa tra le pagine di un libro, per emozionare come dev’essere senz’altro capitato a noi, la prima volta che il nostro sguardo si è posato su quelle frasi incantevoli che tanto ricordiamo e spesso declamiamo, a memoria, per non perderne l’intensità.

Cambieranno i testi e anche i destinatari immaginari delle storie, ipotizzeremo un pubblico di differenti età ed esigenze, spazi di diversa tipologia entro i quali orientare la nostra lettura; comprenderemo meglio la tecnica e i suoi utilizzi pratici, passando ovviamente attraverso la respirazione, il volume, la velocità, il ritmo, lo stile, la pronuncia, la dizione e molto altro ancora!

Ecco che la lettura diventerà, un incontro dopo l’altro, riscoperta – oltre che personale – anche dei testi: impareremo insieme ad apprezzare meglio le sfumature di un brano attraverso l’analisi per la lettura, abbatteremo il muro apparentemente invalicabile del “come trasmetterle”: talvolta capiamo molto bene cosa l’autore voglia comunicarci, ma la trasmissione diventa difficile perché dobbiamo imparare a immedesimarci nella situazione.

Affronteremo l’argomento della “presenza del lettore” dimostrando come le neuroscienze stiano divulgando informazioni molto importanti sugli effetti e i benefici della lettura per l’essere umano. Tratteremo il tema dell’immaginazione: divenire portatori di spontaneità sarà la nostra arma vincente per far apprezzare i testi a chi ci ascolta.

Parola d’ordine: verità. Perché? Cercheremo di fare spazio alla spontaneità del lettore, faremo parlare il cuore, non vestiremo i panni di nessun declamatore, non avremo bisogno di dimostrare bensì di umanizzare la lettura di ciascuno, per non diventare vittime di tecnicismi artificiosi, completamente scarichi di sentimenti.

Quindi tecnica certamente sì, ma a servizio di ciò che comunichiamo. volantino LorisQuesto è il corso che fa per te se:

  • desideri imparare nuovi strumenti per diventare efficace nella lettura ad alta voce;
  • desideri metterti in gioco assieme ad altre persone arricchendo il tuo bagaglio culturale e acquisire le competenze trasversali utili per la tua professione;
  • desideri condurre un lavoro di riscoperta e consapevolezza, divertimento ed emozioni, attraverso l’altruismo della lettura;
  • desideri acquisire maggiore fiducia in te stesso nel leggere di fronte ad un pubblico e comunicare in modo efficace e professionale;
  • sei già un lettore ad alta voce ma desideri aumentare le tue conoscenze nella lettura e sperimentare una nuova metodologia.

Venite a scoprire tutto questo alla presentazione, sabato 5 ottobre alle 16.30 presso La Locomotiva, Centro Civico Zona 7, via Rismondo, 2, a Vicenza.

Vi aspetto numerosi per poter sperimentare subito, assieme, qualche novità!

Il Lettore Presente – Laboratorio di Lettura ad Alta Voce

PRESENTAZIONE sabato 5 ottobre, ore 16.30

6 incontri di formazione

martedì 8, 15, 22, 29 ottobre

martedì 12 e 19 novembre 20.30 – 22.00

La quota di partecipazione è di 135 euro.

Le iscrizioni si posso effettuare fino a lunedì 7 ottobre (sarà possibile anche iscriversi direttamente il giorno della presentazione, sabato 5 ottobre)

Per informazioni e iscrizioni: rampazzocultura@gmail.com

Loris Rampazzo è formatore e promotore di attività culturali, lettura ad alta voce e linguaggi scenici attraverso l’organizzazione di laboratori, eventi, reading, rassegne e incontri. Conduce laboratori di teatro, lettura ad alta voce e comunicazione per diverse tipologie di utenti e fasce d’eta. Docente di materie umanistiche presso scuole secondarie di secondo grado tra Vicenza e Padova, collabora con il gruppo Empathie di Thiene (Vi), un’equipe multidisciplinare di psicologi e psicoterapeuti che ha creato laboratori espressivi e sociali per ragazzi e adulti con funzionamento Asperger e non solo (www.empathie.it) rampazzocultura.wordpress.com / rampazzocultura@gmail.com

Storie da raccontare proprio così. Parola di Kipling

Ci sono storie pensate per essere lette in silenzio e altre pensate per essere raccontate ad alta voce”.

È quanto afferma il premio Nobel per la letteratura, Rudyard Kipling (1865-1936), in merito alle sue Storie proprio così che appartengono certamente alla seconda tipologia della suddetta distinzione. Si tratta infatti di racconti narrati in forma favolistica, concepiti per essere veicolati ad alta voce, poi messi nero su bianco e, infine, pubblicati nel 1902. Da leggere come sono, senza modifiche né trasformazioni. Proprio così.

Tant’è che se tornassimo indietro nel tempo a indagare sulle intenzioni dell’autore, potremmo scoprire che il medesimo designò fin da subito un destinatario preciso per queste storie dal carattere fiabesco e dalle sfumature epiche: la figlia Josephine.

Già, perché Storie proprio così nasce da domande fantasiose e spontanee poste dai bambini, genuina curiosità che l’adulto tenta di soddisfare, in modo più o meno esauriente, attraverso l’allestimento di vicende allegre, spensierate come queste, nelle quali non possono mancare risposte cariche di meraviglia e comicità che regalano sorrisi e stupore.

copertina

Probabilmente l’aspetto più interessante risulta essere la metolodogia di concretizzazione di queste suggestioni. Trattasi, nella fattispecie, di una scommessa: l’arduo azzardo di mettersi nei panni dei giovani lettori, utilizzando un linguaggio a loro consono (nonostante qualche rara eccezione) e ritornando ad esplorare gli sconfinati mondi fantastici di quell’età: esperimento riuscito!

Da questa scommessa vinta, nascono allora storie più o meno brevi, vicende ambientate in luoghi lontani, miniere di folklore e saggezze custodite nell’identità collettiva di tribù, popoli, civiltà che l’autore ha conosciuto e apprezzato durante i suoi viaggi e soggiorni, dall’infanzia all’età matura, e alle quali attinge per contaminare la sua letteratura. Figurarsi infatti se una penna come quella di Kipling, che ha regalato un pezzo pregiato indimenticabile come Il libro della giungla, si dimentica di influenzare con le proprie esperienze queste storie! Dentro ci troviamo tutto il fascino e il mistero dell’India, dell’America del nord, dell’Africa e dell’Europa, mondi che appartengono all’autore e ai quali lui stesso ha attinto sia per tradizioni e leggende sia per lessico e sonorità.

Proprio per questo non sarà per niente strano trovare, nel bel mezzo di alcune vicende narrate, termini fantastici e onirici, sgrammaticature volute, giochi di parole, accostamenti fonosimbolici – “l’inzazziabile curriosità” di un piccolo elefante, oppure l’uccello Kolokolo appollaiato sul “cespuglio-di-spine-vacci-piano” – il tutto creato giustappunto per riconsegnare al lettore ad alta voce storie ad alto potenziale comico, forte impatto sull’ascoltatore e coinvolgimento assicurato.

L’obiettivo sempre dichiarato da Kipling per “Storie proprio così” è stato fin da principio quello di riuscire nell’incantesimo più ostico: addormentare la figlia (Josephine, soprannonimata Effie) sottolineando che naturalmente non tutti i piccoli sono uguali, ma io sono certo che se a fine giornata prendete una qualsiasi Effie piuttosto assonnata, e cominciate a raccontarle a bassa voce queste storie esattamente come le ho scritte, quella Effie finirà per rannicchiarsi e mettersi a dormire.

Difficile, per chi lo legge, perdere colpi (ve lo posso assicurare!), poiché gli input linguistici, oltre che contenutistici, sono talmente tanti e vari da lasciare in bocca il gusto della curiosità, vero motore delle vicende che fa girare pagina piuttosto in fretta, una volta entrati in questo safari di meraviglie.

Il risultato è uno scrigno di tesori da scoprire il prima possibile per tutti e, ovviamente, da condividere.

Insomma, non ci resta che leggerle, queste storie… ad alta voce! Proprio così.

Il fascino delle storie che nascono dal silenzio

Si chiamano “silent book”, libri con immagini che si lasciano interpretare una dopo l’altra, e tendono la mano a chi dispone di fantasia per saperle raccontare.

Detti anche “wordless book” proprio perché privi di parole di accompagnamento, questi libri entrano nel mercato con un target preciso fin da principio, fiabe per giovanissimi lettori, per aprirsi poi facilmente ad un pubblico di lettori più grandi che non disdegnano affatto il genere, anzi, ne colgono i molteplici spunti per diventare degli ottimi cantastorie per i propri figli o nipoti.

Si cimentano in questa avventura famosi illustratori, per lo più professionisti di altri generi come ad esempio il fumetto, ma non solo, che “raccontano” storie silenziose, ovvero trame di fiabe per piccoli e grandi lettori, raccontate per mezzo di immagini, istantanee cariche di significati, colori, densità, emozioni e sfumature tutte da saper cogliere.

Sulla stessa lunghezza d’onda troviamo altri strumenti che prendono spunto dal visuale per transitare poi nel verbale e sono, ad esempio, i dadi o le carte per la costruzione di storie. Si parte da simboli da unire assieme tra loro, per giungere a vere e proprie trame ben congeniate.

dadi

Esempio di dadi per la creazione di storie: hai un orologio, una valigia e una mongolfiera… cosa potresti raccontare con questi tre elementi? Provaci! 😉

Ecco dove sta la magia di questo strumento: la sua versatilità, innanzitutto.

Ciascun lettore o raccontastorie può non solamente inventare tanti racconti in modo direttamente proporzionale al grado di fantasia e inventiva che possiede; può anche attingere, attraverso un rapporto vivo e diretto, alla fantasia dell’ascoltatore il quale, coinvolto nella costruzione della storia, potrà a modo suo costruire la propria. Non solo: non esiste un’unica storia per una sequenza logica di immagini.

Le immagini sono fisse, le storie sono infinite. Questo fa dei silent book un prodotto “democratico”, adatto a tutti.

Le storie che vi scaturiscono quindi possono dare vita a infinite combinazioni di trame e, di conseguenza, anche a diverse sequenze possibili ben concatenate tra loro: dialogo, narrazione, descrizioni, riflessioni nascono, si sviluppano, s’intrecciano in una storia ricca di dettagli che può nascere in un modo e crescere in tutt’altro, senza che nessuno ne rivendichi una paternità esclusiva.

La storia può essere tua, mia, nostra.

Decisamente un ottimo strumento per eliminare barriere, diversità di lingue e culture che abbraccia una filosofia partecipativa di sana costruzione di significati condivisi, e relazioni in armonia. Non manca l’aspetto certamente più ludico, ovvero il suono più che la parola, il gesto e l’azione in prima linea rispetto alla parola che svanisce nello sfondo silenzioso; insomma una serie di competenze e attitudini personali che, fuoriuscendo dalla superficie e oltrepassando la barriera della timidezza, possono regalare momenti esilaranti o indimenticabili istanti d’emozione, senza ricorrere ad un uso massiccio e ridondante di parole.

Laddove la parola non mette in comunicazione due mondi, ci pensa quindi l’azione.

Altro aspetto geniale è il “qui e ora”, certamente i silent book favoriscono l’attimo più che l’atto preparatorio, ecco allora che l’improvvisazione, l’estro e la creatività per la formazione di storie create al momento, diventano gli ingredienti necessari per ricordare che resta sempre… “buona la prima”!

Tuttavia si consiglia (sempre e comunque!) un sano allenamento quotidiano. Non esiste l’errore, nessuno sbaglia a raccontare storie, non c’è un ordine prestabilito da rispettare, in questi libri, ma due consigli soltanto: usare la fantasia e vietato non sbagliare 🙂

In definitiva, un toccasana, poiché i piccoli lettori/ascoltatori imparano a scrivere e raccontare storie, oltre che a leggere e a creare connessioni e collegamenti (inferenze, il termine tecnico) tra immagini e parole.

Un coinvolgimento cognitivo che non può prescindere, però, da quello emotivo, miniera di possibilità che il silent book offre, e che ciascun raccontastorie sa verso quale direzione attingere: il proprio cuore, il personale mondo interiore.

Buona lettura!

La scuola di vita e teatro riparte a Breganze.

Riparte come di consueto anche quest’anno l’anno formativo della Scuola di vita e teatro con sede a Breganze, sostenuta e promossa da Acli Breganze.

Sono onorato di poter coordinare le proposte formative di recitazione dedicate a bambini, ragazzi e adulti, da alcuni anni un’esperienza che mi ha donato tantissime soddisfazioni, oltre a farmi crescere sotto molteplici punti di vista.

Scuola di vita e teatro, come dico spesso al presidente Acli, Oreste Fraccaro – di solito con lui condivido le prime impressioni dopo ciascuna lezione presso la Sala Meridiana – perché imparo moltissimo dai bambini e dai ragazzi che decidono, grazie al supporto fondamentale dei propri genitori, di condividere questo spazio educativo e artistico con noi. Si lavora con le arti sceniche, ma si impara molto a stare insieme, a condividere le regole, ad accettare le diversità che caratterizzanno i nostri caratteri o i nostri modi di essere.

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Lo stesso vale per la fascia adulta dei nostri allievi dove si mettono in campo emozioni intense e storie di notevole importanza, oltre al coraggio che ci vuole per mettersi in gioco con un’avventura di questa tipologia che ci coinvolge a livello fisico ed emotivo. I miei complimenti vanno infatti nella direzione degli allievi che ogni anno sfruttano questa importante occasione di riscoperta personale attraverso la recitazione.

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Uno spazio da abitare e vivere tutti insieme, la Sala Meridiana, cercando di promuovere prima di tutto il benessere, condizione indispensabile per poter poi dedicarci alla passione grande del teatro. “Vita” proprio perché viviamo questo spazio condiviso impegnandoci a rispettare valori sociali e umani, con rispetto ed educazione, e con il reciproco impegno di mettere il meglio di noi a disposizione degli altri, e del gruppo con cui ci siamo messi in gioco.

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Soltanto con queste premesse si realizza nuova dimensione ideale dello stare insieme che ci permette di esprimerci liberamente per quello che siamo, rispettando e valorizzando le diversità e facendole punto di forza e colonna portante del gruppo stesso.

Anche quest’anno i numeri e le partecipazioni sono davvero gratificanti viste le tante proposte formative sparse per il territorio, di seguito le proposte di questo anno formativo 2017/2018 appena iniziato:

CORSO TEATRO BAMBINI:
Organizzazione e preparazione spettacolo in condivisione con gli allievi partecipanti (ideazione scenografia, costumi, etc.); si lavorerà sulle parabole della Misericordia, con una rilettura e interpretazione in chiave moderna.PRIMA PARTE: mercoledì 4,18 ottobre, 8,22 novembre, 6 dicembre 2017, dalle 16.30 alle 17.45.

SECONDA PARTE: mercoledì 31 gennaio, 14, 28 febbraio, 14,28 marzo, 11 aprile 2018, dalle 16.30 alle 17.45.

Saggio finale: mercoledì 18 aprile 2018, ore 16.30.

CORSO TEATRO RAGAZZI
Organizzazione e preparazione spettacolo in condivisione con gli allievi partecipanti (ideazione scenografia, costumi, etc.); si lavorerà sul profeta Giona, con una rilettura e interpretazione in chiave moderna. PRIMA PARTE: mercoledì 11,25 ottobre, 15,29 novembre, 13 dicembre 2017, dalle 16.30 alle 17.45.

SECONDA PARTE: mercoledì 7, 21 febbraio, 7,21 marzo, 4 aprile 2018, dalle 16.30 alle 17.45.
Saggio finale: mercoledì 18 aprile 2018 ore 17.00.

LABORATORIO DI RECITAZIONE ADULTIINIZIO Laboratorio: Mercoledì 4 ottobre 2017, ore 20.30 Sala Meridiana Breganze (Vi) (iscrizione e informazioni: circoloaclibreganze@gmail.com).

Requisiti di partecipazione: nessuno, anche prima esperienza.

Training di metodo (recitazione e stile) e preparazione, esercitazione testo e regia: Ottobre – Dicembre 2017 (il mercoledì sera: 11,18,25 ottobre; 8,15,22,29 novembre, 6,13 dicembre).

Allestimento messa in scena, recitazione testo e rifinitura: Gennaio – Marzo 2018 (31 Gennaio, 7,14,21,28 febbraio, 7,14,21,28 marzo).

Il Laboratorio e il lavoro di recitazione si baserà sul testo “Gesù, figlio dell’uomo” di K.Gibran

Data ipotesi performance finale: una serata da concordare tra il 2 e l’8 aprile 2017, ore 20.45 presso Sala Meridiana Breganze (Vi)

Il Lettore Presente: un metodo e un laboratorio itinerante per emozionare.

Il Laboratorio “Il Lettore Presente” raggiunge San Vito di Leguzzano per una nuova sfida: promuovere la lettura ad alta voce e aumentare la consapevolezza circa il suo potenziale ma anche la spendibilità nella società.

Leggere ad alta voce è un atto altruistico, mai solitario. Con “Il Lettore Presente” s’impara pragmaticamente una serie di tecniche ed esercizi preparatori all’atto vero e proprio di lettura. Respirazione, dizione, fonetica, voce sono soltanto l’inizio di un processo magnifico che porta il nostro fiato ad originare il suono e quindi la parola; per questo motivo si parla di un lavoro preparatorio e mai di un atto improvvisato.

Non finisce qui. S’imparerà a gustare con maggiore consapevolezza le parole, i testi, i passaggi dei brani da dover poi condividere con altre persone in ascolto. Imparo a leggere meglio, ma anche a capire meglio, altrimenti tutto viene veicolato senza un preciso significato, perdendo di vista il maggiore degli obiettivi.

Ci vuole sempre un pizzico di coraggio per partecipare, anche curiosità, certamente. Alla base di questo laboratorio ci sono due certezze: una di sicuro è appunto la pragmaticità dei contenuti: ciascun partecipante può saggiare le proposte e i consigli, farli propri, e capire concretamente quali passi in avanti potrà compiere portando con sé molte tecniche da poter replicare. La seconda è il risultato. Ciascuna esercitazione mostra in modo inequivocabile il contenuto e il fine da raggiungere per poter compiere dei miglioramenti. Non esistono teorie ideali, tutto si basa sull’esercizio concreto e creativo.

Lettura a San Vito 2017

Possono partecipare tutti i lettori ad alta voce, chiunque desideri migliorarsi, mettersi in gioco, apprendere nuove tecniche, immergersi nel metodo “Il Lettore Presente” che rivolge la propria attenzione alla Presenza del Lettore: una presenza consapevole da un punto di vista di respirazione e presenza, di movimento e creatività per dare vita a una lettura ad alta voce che emozioni.

Senza qualche grado di “presenza”, di compartecipazione, di empatia e passione, il lettore si eclissa completamente e quindi scompare.

Non aggiungo altro, lunedì 2 ottobre 2017, presso la Biblioteca civica di San Vito di Leguzzano (Vi) iniziamo!

Loris

 

IN SCENA IL CORSO TEATRO AVANZATO PER LA GIORNATA DELLA MEMORIA 2017 CON UNA RIELABORAZIONE DI WEISS: APERTE LE ISCRIZIONI PER IL CORSO BASE DI RECITAZIONE IN PARTENZA A FEBBRAIO.

Sarà un gruppo di donne e uomini, di Breganze e alcuni luoghi limitrofi. Saranno stati una quindicina. Avranno lavorato per un anno sul teatro e la recitazione. Avranno avuto senza dubbio coraggio: si saranno presi la responsabilità di cambiare lavorando su di sé attraverso il teatro. Si saranno messi in gioco in un saggio finale che non potesse lasciare indifferente la platea di un cinema: immagina le persone che si sono prese l’impegno di uscire di casa per ammirarli recitare, l’estate scorsa, e che li hanno applauditi.

Bene, questo gruppo ha raccolto delle soddisfazioni, piccoli sassi sono stati tolti dalle scarpe, qualche scrigno conserva ancora, nascosto dentro un cassetto, ricordi di quella serata che, per loro, resterà memorabile.

Durante la pausa estiva hanno riflettuto. Di tutto il gruppo ne sono rimasti nove, nove persone hanno deciso di accogliere una “sfida” lanciata tra luglio e agosto, iniziata a settembre. Portare in scena un testo tutt’altro che semplice, in una modalità tutt’altro che classica. Peter Weiss ha scritto “L’istruttoria” nel 1965, un’opera teatrale che racconta con lucidità il processo-testimonianza di vittime e carnefici dell’Olocausto. Hanno studiato il testo, l’hanno rielaborato facendolo proprio, ne hanno costruito una regia, ci hanno dato un’impronta importante, umana, vera. Così come avevo chiesto loro di fare.

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Raccontano vite e persone, i loro volti sono comuni, semplici, i loro occhi accesi dalle emozioni che vivono – perché questo ho cercato di tirare fuori da loro –  i cuori palpitanti di aneddoti, ricordi, storie, episodi. Ve li raccontano, perché se ne sono presi cura per tramandarli, per emozionare e non dimenticare. Lo faranno in un modo che non sembrerà tradizionale, che non sarà inopportuno, che non apparterrà a nessun metodo, o percorso, o maestro.

Sarà soltanto loro, un affare del cuore e niente di più.

Nove persone hanno risposto sì, siamo con te. E si sono imbarcate per un viaggio che è durato tutto questo autunno e approda durante l’inverno presso la Sala Meridiana di Breganze, venerdì 27 gennaio 2017 alle 20.45. Ci sono per chi ha voglia di ascoltarli, di sentirli vivere come persone vere, di palpitare come cuori infranti veramente, per incontrare i loro occhi. Perché lo fanno per passione, per amore, per sfida con se stessi. E non pretendono niente. Lo fanno perché ci credono, perché ci hanno messo tempo e fatica. Lo fanno perché sono diventati un gruppo di persone che hanno delle storie da raccontare senza metterci del falso, senza contaminarlo con una tecnica formale, senza replicare, scimmiottare, eseguire.

Soltanto loro stessi.

Ci vediamo là, il 27 gennaio. Per non dimenticare queste storie e per presentare il corso base di recitazione (quarto anno consecutivo) che inizierà mercoledì 22 febbraio 2017, alle 20.30 presso la Sala Meridiana di Breganze.

Per informazioni e iscrizioni: circoloaclibreganze@gmail.com

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“PLAY YOUR PART: ATTIVIAMO LA CITTADINANZA!” IL 2017 CERCA GIOVANI CHE FACCIANO LA PROPRIA PARTE!

Non potevo sperare di meglio nel dedicarmi a questo nuovo impegno professionale del 2017 per me molto importante dal punto di vista formativo e ovviamente per quanto concerne gli obiettivi prestabiliti, in accordo con il Progetto Giovani di Zugliano e Thiene:  far esprimere ed emergere un gruppo di giovani talenti della performance dal vivo, consapevoli di quanto possa risultare potente una cassa di risonanza delle proprie idee come il teatro e i suoi linguaggi.

Formare i giovani è per me sempre stimolante: maggiore è il grado di difficoltà, maggiore diventa lo sforzo che i partecipanti ci mettono per raggiungere i risultati sperati, e questo me l’ha insegnato l’esperienza; ma, soprattutto, migliore è il forziere carico di risorse che, nei momenti meno propizi, si spalanca d’improvviso per metterle in condivisione sull’orizzonte di un obiettivo comune da raggiungere.In questo caso è proprio il caso di dire che la diversità di elementi, talenti e risorse è lo strumento di coesione più importante che caratterizza la vera unità del gruppo in formazione.

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Il Laboratorio Teatrale Tematico “Impegno Civile e Cittadinanza Attiva – Play your part” è un percorso formativo organizzato a Zugliano e Thiene (Vicenza), dedicato principalmente ai giovani, suddiviso in due fasi:

1^fase: la più embrionale e sperimentale: si lavora con gli strumenti della scena, si affrontano diverse materie e argomenti per diventare “esperti” conoscitori di ogni singolo mezzo che servirà poi per esprimere voci e idee;

2^ fase: realizzativa, finalizza il percorso di fase 1 e crea una performance finale espressione totale dei partecipanti di entrambi i gruppi (Zugliano e Thiene) conglobati in uno unico. In questa fase i giovani devono lanciare il messaggio hanno rielaborato (in fase 1) per portarlo in scena, in una restituzione pubblica che si terrà il 21 aprile 2017. Tema fondamentale: l’impegno dei giovani per la loro generazione e il territorio, la loro voce fuori o dentro dal coro di centinaia di altre che si accordano o stonano, a seconda dei casi e dei racconti che intenderanno condividere.

I partecipanti possono scegliere di seguire il corso (prima fase) a Thiene martedì 14 – 21 – 28 febbraio e 7 marzo oppure a Zugliano giovedì 16 – 23 febbraio, 2 e 9 marzo 2017, incontri serali.

La seconda fase, per chi intenderà proseguire, invece, sarà a Thiene martedì 28 marzo, 4 – 11 – 18 aprile 2017, incontri serali.

ISCRIZIONI E INFORMAZIONI: per iscriversi alla prima fase è richiesto il versamento di una caparra (15 euro) che verrà restituita al termine del corso a coloro che parteciperanno all’interno percorso formativo.

Cell. 329 6524720 / progettogiovani.thiene@gmail.com

Il progetto “Play your part: attiviamo la cittadinanza” è finanziato dal bando regionale: “Fotogrammi veneti” e promosso dal Comune di Thiene in collaborazione con Cooperativa Radicà.

Il Lettore Presente a Vicenza per leggere ad alta voce, un Laboratorio pratico per sperimentare e immaginare.

Il Lettore Presente è un Laboratorio pratico e teorico di Lettura ad Alta Voce, uno spazio creato e condiviso tra persone che intendono migliorare e affinare le tecniche del leggere ad alta voce.

Leggere ad alta voce, per me, ha da sempre significato dedicarsi a qualcuno disposto a investire del tempo per ascoltarti.

Come si legge fa certamente la differenza, per chi ci ascolta. Il laboratorio che conduco ha lo scopo specifico di insegnare a sperimentare, altri approcci e prospettive alternative ai percorsi classici, frutto di uno studio e di una ricerca che conduco da anni.

Insomma, leggere non è solo dizione e pronuncia, è anche questo – ovvio – ma se tentiamo di esaurire quest’arte solamente a respirazione, voce, dizione e fonetica rischieremo di perderci ciò che permette a ciascuno di distinguersi: attitudini, talenti, qualità.

Mi riferisco alla capacità di far immaginare, di dare spazio ai respiri, di sentire tremare le parole, di far prendere il volo alla fantasia, di conquistarsi lo spazio bianco tra nomi-verbi-aggettivi riempiendoli di significati reali e comunicazione non verbale, di porre le ali sulla schiena dritta e curva delle lettere, di far sentire i brividi sulla pelle a chi si mette in ascolto, a viaggiare con le storie, a dimenticare perché siamo arrivati fino a lì per entrare nella vita di un nuovo personaggio.

Tutto questo ha a che fare con Il Lettore Presente, un metodo che propongo ai partecipanti del Laboratorio, specificando che sarà loro dovere impegnarsi e mai arrendersi alle prime difficoltà, e soprattutto a cercare, sperimentare, non esaurendo mai la curiosità di trovare alternative, novità, strade nuove, sentieri impervi che portano magari a insperati risultati.

Ci vogliono impegno e costanza, questo è chiaro, per raggiungere specifici risultati. In quattro lezioni si tenta di dare una solida base per promuovere una maggiore consapevolezza sulla lettura ad alta voce, professionalizzando alcuni aspetti che diventano imprescindibili quando ci si avventura nella lettura in pubblico.

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Il lettore deve essere quindi Presente (con la P maiuscola) non perché debba intromettersi con il testo, impicciarsi con le storie, farsi gli affari dell’autore e non i propri, no. Piuttosto perché la sua Presenza fisica ed emotiva è così importante da poter determinare l’esito della sua lettura.

Lo dico spesso, siamo o non siamo noi gli “strumenti” attraverso i quali le parole ci attraversano, e le storie prendono vita? Certo che sì, così come è la mia voce a raccontare una storia, è il mio fiato che origina il suono, è la mia faccia che si interpreta quando si ascolta. Ecco quindi che non si può fare a meno di pensare di essere in una certa misura “coinvolti” in queste storie che veicoliamo con amore, passione, dedizione, tanto coraggio, e rispetto nei confronti degli autori. Un rispetto che, sempre secondo me, deve partire dai segni d’interpunzione, dalle pause della punteggiatura, dai paragrafi, dalle scelte grafiche adottate dall’autore medesimo.

Chi partecipa ha sempre degli obiettivi diversi. Ho condotto laboratori per insegnanti che desideravano migliorare la lettura in classe per i propri alunni, per nonni che avrebbero poi creato mondi fantastici per i propri nipoti la sera, per mamme e nonne, per educatori e volontari che esplorano la lettura ad alta voce come strumento di ricreazione e rigenerazione sociale e culturale. Ciascuno di questi ha tratto da Il Lettore Presente ciò di cui aveva necessità per proseguire nel proprio cammino. Si tratta di un territorio neutro, le persone s’incontrano, sperimentano il metodo, si divertono e si confrontano, arricchiscono di particolari il proprio bagaglio, poi ripartono per un nuovo viaggio.

Ciò che importa non è soltanto il risultato, ma il cammino che si compie. Non pensiamo per forza a dove puntiamo, a dove pensiamo di arrivare, i passi in avanti a volte sono difficili da riconoscere, e quando li abbiamo fatti vorremmo farne degli altri, prima ancora di averne avuto la piena consapevolezza. Perciò chiedo sempre ai partecipanti di avere pazienza, e di praticare con costanza un esercizio personale, a casa, in una pausa, prendendosi del tempo per se stessi, prendendosi cura della propria voce, della passione, dell’espressività.

Il Laboratorio si arricchisce grazie alle diverse tipologie di testi che si affrontano a lezione, i generi come i destinatari cambiano, si trasformano così anche le capacità di chi legge, si affina l’ascolto, e con la pratica e la ripetizione si raggiungono degli obiettivi che sembravano impossibili. Sembra strano ma si inizia ad apprezzare con occhi “diversi” anche gli stessi testi da leggere.

Per partecipare non sono necessari requisiti specifici o particolari capacità/esperienze di lettura, se non coraggio, serenità, volontà di mettersi in discussione e condividere con il gruppo dei partecipanti emozioni sempre diverse.

La quota di partecipazione è di 125 euro.

Le iscrizioni sono già aperte, e iniziate da alcuni giorni: è possibile iscriversi già da ora.

Come?

1) Scrivendo un’e-mail con l’intenzione di partecipare a rampazzocultura@gmail.com,
seguiranno istruzioni per effettuare il versamento tramite bonifico bancario confermando quindi la propria presenza al corso.

2) Partecipare alla presentazione del Laboratorio sabato 24 settembre alle 18.00 presso il Polo Giovani B55 di Vicenza, versando direttamente la quota di partecipazione.

I posti disponibili sono limitati, perciò raccomando tempestività nella prenotazione della propria presenza.